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Latte: si allontana intesa su +3 centesimi ad allevatori, industria e Gdo non ci stanno

YahooFinance 2021-10-11

L’intesa per un aumento del prezzo del latte alla stalla è ancora lontana. La trattativa, nata per garantire una maggiore redditività agli allevatori, vessati dal rincaro delle materie prime, a cominciare dai mangimi, si è infatti arenata e, al momento, non si intravedono vie d’uscita. E ad oggi non vi è sentore di un nuovo tavolo. Insomma, tutto fermo dopo le dichiarazioni ottimistiche delle organizzazioni agricole al termine dell’incontro di tutta la filiera lattiero-casearia che si è svolto al Mipaaf il 1 ottobre e dopo le affermazioni del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, a metà della scorsa settimana, sul fatto che si fosse in dirittura di arrivo per riconoscere agli allevatori un aumento di "almeno 3 centesimi, almeno per un periodo transitorio", oltre all’annuncio di una convocazione entro la settimana scorsa.

Ufficialmente non si parla di trattativa sul prezzo del latte ma di un intervento emergenziale, perché la stessa Antitrust la impedirebbe nell’interesse dei consumatori. Le interlocuzioni in queste ore proseguono, ma, secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti vicine agli industriali (Assolatte) e alla grande distribuzione, le perplessità sono forti e non si riesce a trovare la quadra su una proposta di intesa "non attuabile" così come è stata formulata. Tuttavia, la disponibilità al confronto, c’è. "Abbiamo dato al ministro Patuanelli la nostra totale disponibilità alle riunioni di approfondimento che intenderà convocare", fa sapere Assolatte.

Nella bozza circolata al tavolo l’aumento da ammortizzare all’interno della filiera, e non sui consumatori, dovrebbe essere di 3 centesimi in più al litro e viene indicato come "premio emergenza stalle". Sulla carta dovrebbe essere riconosciuto dalla Gdo alle imprese di trasformazione che lo dovrebbero riversare integralmente agli allevatori. Tale iniziativa, di carattere emergenziale, dovrebbe interessare il periodo ottobre-dicembre di quest’anno, ma nelle more della bozza si dice, "per la durata dell’emergenza" lasciando intendere che, dopo un’opportuna verifica (a dicembre), il premio potrebbe essere prorogato, qualora il prezzo dei mangimi continuasse nel trend inflattivo.

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Lo scoglio vero però sembra sia dal lato dell'industria in quanto l’intesa prevede che sia garantito un prezzo minimo di 41 centesimi al litro agli allevatori e quindi, tolti i 3 centesimi di 'premio' (che li dovrebbe mettere la Gdo), bisogna arrivare ad un minimo di 38 centesimi al litro, cosa che nei fatti, a detta dei diretti interessati, gli allevatori, non avviene quasi mai, i prezzi in media sono intorno ai 36 centesimi al litro, diversa la posizione degli industriali secondo i quali sono ben pochi quelli che pagano sotto ai 38 centesimi e appartengono a filiere che stanno soffrendo.

Comunque, al di là del valore dell’aumento proposto, l'oggetto del contendere, per l’industria, è anche l’esclusione del canale Horeca, il ‘fuori casa’ (che rappresenta un 30-40% del mercato) e degli acquirenti esteri.

E poi, gli industriali non ci stanno perché si sentono discriminati laddove si precisa che "eventuali altre richieste di riconoscimenti inflattivi legati a fattori produttivi diversi dal latte" non fanno parte dell’accordo e sono demandati a trattative private. Dunque, manca il riconoscimento di tutti quei forti aumenti legati ai costi di produzione dell’industria, dall’energia, alla plastica all’alluminio.